Non apro una dashboard da sei mesi
Credo di non aver aperto una dashboard di observability in sei mesi. Non perché non ne abbia bisogno: perché ci pensa Claude, e lo fa meglio di me.
Negli ultimi due anni ho lavorato con parecchi clienti su infrastrutture di observability basate su strumenti open. Il punto di partenza è stato sempre lo stesso: OpenTelemetry per la raccolta dei segnali. Sono convinto che OTel abbia raggiunto da tempo una maturità e una completezza tali da renderlo la scelta giusta per log, trace e metriche, con il vantaggio non da poco di poter cambiare backend senza rifare l'instrumentazione.
Come backend, al momento il mio default è ClickStack. Mi piace perché tiene log, metriche e trace in un unico database (ClickHouse), senza dover incollare tre prodotti diversi e tre modi diversi di fare query.
Detto questo, l'interfaccia in sé (ClickStack ha una UI che si chiama HyperDX) conta sempre meno. Non mi succede più di aprire una dashboard, scrivere una query, saltare da un grafico all'altro per capire cosa sta succedendo.
Quello che conta è che i dati siano organizzati bene in un database adatto. A quel punto ci pensa l'agente. L'unico requisito è che nella sua harness abbia un accesso adeguato ai dati di observability: ClickStack, per dire, espone un server MCP.
Quando c'è un problema, Claude si arrangia a usare gli strumenti, fa le query che servono e arriva alla causa. In genere è più veloce ed efficace di come lo farei io a mano. Di parecchio.
Non so ancora cosa questo voglia dire per il futuro delle console di observability. So che per me la parte visuale è diventata un dettaglio.