Kubernetes nell'industria: edge e datacenter
Negli ultimi due anni ho visto aumentare parecchio le richieste di adozione e implementazione di Kubernetes in ambito industriale, sia nelle startup che nelle aziende consolidate. La scelta di Kubernetes risponde all'esigenza di automatizzare i rilasci e il ciclo di vita delle applicazioni, gestire l'alta affidabilità e adeguarsi ai requisiti delle applicazioni di mercato che ormai girano su Kubernetes.
Le richieste sono di due tipi.
Il primo è il lato datacenter e cloud: progetti nuovi o di modernizzazione. Qui la differenza rispetto ad altri settori è che le tecnologie cloud native sono ancora poco adottate. In ambito fintech, ad esempio, si arriva quasi sempre a valle di anni di cloud native, con piattaforme già in piedi e abitudini già formate (non necessariamente BUONE abitudini...). In ambito industriale l'adozione è recente, e spesso è la prima architettura di questo tipo.
Il secondo è il lato edge e IoT: rilasciare e gestire software negli impianti industriali. Qui le sfide sono diverse, e non solo a livello di infrastruttura.
Cambia l'hardware, che spinge verso distribuzioni snelle e con meno complessità di gestione.
E cambia soprattutto la connettività. Un sito remoto può avere una linea altalenante, non ridondata, a volte assente per ore. Un'architettura pensata per il datacenter dà per scontata una connessione molto buona. Negli impianti invece bisogna ragionare non solo a livello infrastrutturale, ma soprattutto a livello applicativo, con tutte le problematiche proprie dei sistemi distribuiti. Non si può, ad esempio, dare per scontato che i dati prodotti sull'edge arrivino in tempi certi a un database centralizzato.